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Inceneritore 25/06/08
Un inceneritore brucia i rifiuti. Le macchine
più diffuse sono a griglia mobile. Uno schema della struttura interna si può
vedere in questa animazione di
greenpeace. L’inceneritore per rifiuti urbani di Ravenna brucia CDR, che
è una selezione meccanica del rifiuto indifferenziato. Per inciso, sono
attivi altri due inceneritori nel centro ecologico di via Baiona
Come tutti sappiamo le polemiche su questi
impianti sono quanto mai accese e le informazioni presenti sui mass media
sono controverse.
I motivi per opporsi all’incenerimento li possiamo elencare in questi nove punti: 1) Presentano costi elevatissimi di esercizio (120-160€/tonne). 2) Sono costosi e complessi da costruire. 3) Non si possono arrestare. Devono bruciare sempre la stessa quantità di rifiuto per cui sono stati progettati. 4) I rifiuti non spariscono, sono ridotti in volume dell’80% e trasformati in ceneri tossiche che necessitano di discariche. 5) Il residuo dei filtri, per quanto limitato, è tossicissimo. 6) Emettono molta anidride carbonica. 7) Emettono in aria sostanze tossiche bio accumulabili e indistruttibili. In breve sono dannosi per la salute. 8) Recuperano pochissima energia. 9) L’energia dai rifiuti non è rinnovabile perché derivata soprattutto da plastica e carta.
L’elenco è corposo e buon senso vorrebbe che si utilizzassero altre modi per trattare i rifiuti. Viene da chiedersi: perché in Italia sono tanto promossi? Vedendola dalla parte di chi questi impianti li costruisce la risposta è facile: con gli incentivi CIP6 trasformano il punto 1) da un costo a un profitto, i punti da 2) a 5) creano un giro di affari stabile perchè richiedono molti impianti e poca mano d’opera, il punto 6) in Italia non è tassato, i punti da 7) a 9), per il momento, non presentano un costo monetario per l’azienda, sono costi che vengono sostenuti dallo stato sociale; in gergo “esternalizzazione delle perdite”.
Per il cittadino l’inceneritore è un costo, una perdita di salute, una perdita di territorio e di risorse primarie come il clima. Esistono delle alternative che devono essere preferite.
In USA, dove il mercato impone regole ferree e
nessuno ha pensato di speculare sulla salute della propria gente,
l’incenerimento dal 1982 al 1998 ha subito una drastica riduzione
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