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Recupero energia 07/06/08
Il termine termovalorizzatore è un’invenzione
italiana. La frase che tutto il mondo usa per indicare questi impianti è
inceneritore con recupero di energia (waste to energy incinerator). Questa
frase fa comprendere come il recupero in energia elettrica sia un elemento
aggiuntivo, oltre a ricordarci che il rifiuto non sparisce ma si trasforma in
cenere e anidride carbonica. Noi preferiamo usare il più sobrio termine:
inceneritore. La quantità effettiva di energia elettrica che
si recupera con un inceneritore può raggiungere l’11% per gli
impianti di ultima generazione (con l’inceneritore di Ravenna circa la metà
di questo valore: 5.5%). Il restante 89% è disperso. Per fare un confronto,
una centrale elettrica turbogas come quella presente a Marina di Ravenna,
trasforma metano in energia elettrica con un rendimento che si aggira tra il
50 e il 60%. Se volessimo essere sintetici e precisi, potremmo più
giustamente dire che un inceneritore è un dissipatore di energia.
L’energia spesa per costruire il bene è recuperata
soprattutto con il riuso e secondariamente con il riciclo del bene prodotto.
L’inceneritore ne recupera una parte minima. Per il calcolo sopra esposto prendiamo a
riferimento un ipotetico inceneritore di ultima generazione con rendimento
termoelettrico del 26%. In realtà gli inceneritori esistenti hanno rendimenti
che non arrivano al 18% (10% di media) come mostra il rapporto CEWEP 2006 |
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